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Clap Lucca in perdita anche nel 2012:il cda si dimezza lo stipendio

Clap già in perdita anche nel 2012, il Cda si dimezza lo stipendio in attesa del consorzio con Pisa e Livorno

LUCCA, 3 settembre – La Clap anche nel primo semestre 2012 continua ad essere in perdita con una situazione che si aggrava sempre più e che ha portato ad un indebitamento ormai insostenibile. La nuova dirigenza tuttavia si dimezzerà lo stipendio mentre la già annunciata ristrutturazione che dovrebbe portare ad una enorme Ati regionale dei trasporti ed al taglio del chilometraggio extraurbano di Clap non dovrebbe determinare licenziamenti o mobilità per i dipendenti. E’ questa la sintesi di quanto esposto questa mattina dal sindaco Alessandro Tambellini e dal nuovo presidente di Clap Alfredo De Girolamo nel corso dell’ennesima conferenza stampa convocata sulla situazione di Clap che, come già ampiamente esposto nelle precedenti occasioni dovrebbe prima confluire in una società (Ctt Nord Srl) composta dall’azienda di trasporti Lucchese, Pisana e Livornese, e poi consociarsi con una grande Ati regionale in grado di aggiudicarsa l’ormai prossima gara per la gestione dei servizi di trasporto pubblico in modo da evitare che questi finiscano in mano ad aziende private. Nella conferenza stampa di Palazzo Orsetti comunque non si è parlato del vero tassello mancante della manovra, vale a dire della mai esposta nei dettagli attuativi riorganizzazione del trasporto pubblico in termini di tagli alle corse già accennata a Palazzo Ducale in occasione della visita a Lucca dell’assessore regionale ai trasporti pubblici Ceccobao, di questo si parlerà in un’altra occasione prima del 12 settembre. Innanzi tutto come detto si è parlato della situazione economica di Clap, che non è molto positiva: “Anche quest’anno – spiega De Girolamo – il bilancio non è affatto buono, l’indebitamento con il sistema bancario è alto e a poco serve che ci aiutino sia le banche, sia i fornitori: la situazione così com’è oggi, è molto difficile”. Per questa ragione nell’assemblea di fine agosto sono intanto state prese due decisioni che, se non risolveranno la situazione, sicuramente servono a renderla migliore: il presidente De Girolamo, a partire dal 1 ottobre si ridurrà di circa la metà lo stipendio, che passerà da 48mila 311 euro a 24mila. Hanno chiesto invece un mese di tempo per prendere la decisione definitiva i consiglieri, che si vedrebbero decurtare lo stipendio di circa il 50 per cento anche loro – da 11mila 400 a 6mila. “Non si tratta di un grande risparmio, ma è comunque un segnale forte che la volontà del consiglio comunale di Lucca è stata seguita”, spiega De Girolamo, facendo altresì presente che, con questo nuovo compenso, il presidente prende meno di un autista su base annua. In realtà di fronte ai numeri di una grande società come Clap la manovra è più che altro simbolica, ma in linea con il ridimensionamento dei compensi degli amministratori che Tambellini ha annunciato in campagna elettorale e che in effetti sta portando avanti. Non solo tagli ai compensi comunque, la società intende anche riportare al suo interno le due immobiliari di cui è a capo, per un risparmio di 70mila euro “Anche in questo caso – prosegue De Girolamo – abbiamo seguito il parere del consiglio comunale di Lucca che era indirizzato in tale senso”. Ma è necessario un ulteriore passo per la razionalizzazione della struttura: “Lo scopo – prosegue De Girolamo – è quello di valorizzare al massimo il potenziale di Clap e, per fare questo, fondamentalmente vi sono due strade: o restare da soli o confluire in Ctt Nord. Nel primo caso è necessario che i soci immettano liquidità, poiché è necessario risanare il bilancio”. Una strada che non viene esclusa a priori, ma che, comunque, presenta dei problemi. A sottolineare le criticità di una scelta di questo genere è il sindaco Tambellini: “Se fossimo soli – spiega – per andare alla gara toscana, dovremmo costituire una Ati con altri consorzi, ma avremmo un ruolo piuttosto marginale anche all’interno di questa associazione temporanea di impresa. Dobbiamo poi considerare che prima che tutte le procedure della gara siano espletate, avremo di fronte a noi un periodo di gestione del servizio di trasporto pubblico che durerà almeno fino all’autunno del 2013. Se consideriamo le imposizioni d’obbligo che abbiamo e che hanno condotto a un contenzioso che si è concluso solo quest’anno, per noi significa sborsare 105mila euro l’anno per portare avanti il servizio e Lucca non vuole più essere il maggior socio debitore”. A questo punto, quindi, prende forza la seconda ipotesi come d’altra parte era già stato annunciato ma che evidentemente i due amministratori hanno ritenuto di dover nuovamente ribadire (peraltro già nel febbraio scorso il Cda di Clap si è pronunciato a favore di questa soluzione): “Costituire una grande società, che non sia di transizione e che metta insieme Lucca, Pisa e Livorno sarebbe sicuramente più vantaggioso per Clap che, così, si troverebbe comunque ad essere valorizzata nel giusto modo”, spiega il presidente De Girolamo.

La situazione d’altra parte è già abbastanza definita: Livorno ha deliberato a favore di questa unione, Pisa lo farà entro il 20 settembre e a Lucca si apre adesso un confronto che, però, nascendo sulle basi di una approfondita conoscenza della situazione da parte dei Comuni, non dovrebbe incontrare troppi ostacoli. “I vantaggi di questa operazione – dice ancora De Girolamo – sono la valorizzazione della società, non ci sarebbe bisogno della ricapitalizzazione da parte dei soci attuali e si aprirebbe un percorso che vedrebbe Clap potenziata e valorizzata, in quanto le permetterebbe di avere una maggiore possibilità di competere nella gara per il Tpl toscano anche con concorrenti di livello europeo”. Di fatto, Ctt Nord si potrebbe costituire in Ati con la ‘sorella’ del nord Toscana e, in questo modo, avrebbe un ulteriore vantaggio su eventuali concorrenti: la conoscenza del territorio e delle sue esigenze, parametro che, peraltro, è inserito nel bando. Adesso sarà vincolante il parere del consiglio comunale di Lucca e di quelli degli altri sindaci dei comuni inseriti nel cda della società. L’assicurazione che i livelli occupazionali saranno garantiti qualsiasi sia la strada scelta e che i mezzi resteranno tali e quali ad ora dà una speranza per quanto concerne il futuro dei lavoratori. “La Regione ha trovato i finanziamenti – spiega Tambellini – per aiutarci ad arrivare con il Tpl all’autunno 2013. I tagli di cui si parla in questi giorni – conclude il primo cittadino di Lucca – nascono da un provvedimento del Governo Berlusconi ed avrebbero dovuto essere attuati entro la primavera del 2011 ma, a causa di delazioni temporanee, si è arrivati ad oggi, quando non è più possibile rimandare la riorganizzazione”.

 

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